IL BATTISTERO DI FIRENZE

(DA LIVELLO B1)

 Ma cos’è quella cosa che sta davanti al Duomo come una grande scatola dei biscotti? Non molti sanno che e’ uno dei monumenti più straordinari della città: il Battistero di San Giovanni. Il Battistero e’ uno dei monumenti più antichi di Firenze, e’ stato fondato circa nel IX secolo quando la città comincia a crescere economicamente dopo un lungo periodo di decadenza. Nel medioevo era tradizione costruire degli edifici per il battesimo, infatti chi non era battezzato come cristiano non poteva entrare in una chiesa come il Duomo, per questo si costruivano degli edifici autonomi per battezzare le persone. Il battistero di Firenze ha come molte architetture religiose una forma ottagonale, perché l’otto è un numero considerato sacro, non a caso il simbolo dell’infinito è un otto rovesciato. La parte esterna è tutta in marmo bianco e verde secondo una tradizione che nasce a Pisa una città che già  nel X secolo era un porto potente e che per dimostrare la sua ricchezza e prestigio costruisce il suo nuovo Duomo completamente in marmo come i palazzi degli antichi romani e non di pietra come normalmente si faceva in tutta Europa. Non solo. Il duomo di Pisa è inoltre ricco di decorazioni geometriche ed ha una cupola a forma ogivale come nell’arte islamica. Infatti la città aveva grandi relazioni commerciali con i paesi islamici del nord Africa e ne imita lo stile artistico. Questo mix di stile romanico, islamico, e romano fanno di Pisa un centro artistico assolutamente originale. Questo stile pisano di diffonde in tutta la Toscana e lo si può vedere anche nel Battistero di Firenze dove tutto il rivestimento è di marmo con elementi decorativi di stile romano come colonne, capitelli e frontoni sulle finestre. L’interno poi è fantastico. Ci sono elementi di stile romanico francese come i matronei, cioè le terrazze in alto riservate alle donne e gli archi a volta rotonda. Il pavimento invece è completamente rivestito di intarsi geometrici di marmo come quelli che si trovano negli edifici mussulmani e con elementi decorativi come i seimurg, amianti fantastici di origine orientale. Al centro del pavimento c’è poi uno straordinario cerchio che rappresenta uno zodiaco con tutti i segni zodiacali attorno ad un sole che indica chiaramente come anche per la chiesa esistesse un legame con la tradizione che legava astrologia e astronomia. Il soffitto della cupola è invece completamente decorato da un bellissimo mosaico a fondo oro di stile bizantino, che è un perfetto esempio di arte e scopo didattico, come era sempre l’arte nel periodo medievale. Come si vede il battistero è un mix straordinario di stili e culture diverse: il romanico francese, le citazioni dal romano, lo stile islamico, quello orientale, i mosaici bizantini, la cultura astronomica. Mille mondi e culture diverse che fanno capire quando il Medioevo non fosse quel periodo oscuro e chiuso che spesso crediamo, ma che città come Firenze, che in quel momento non era certo una “metropoli”, fosse in realtà un crogiolo di persone le quali  portavano ognuno la propria esperienza.

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POLPETTE AI PISELLI

(Livello da A1 +)

 Finalmente un secondo piatto. Dopo tanti primi e dolci ecco un secondo fresco, veloce e leggero adatto all’arrivo della stagione calda. Ottimo da abbinare ad un’insalata di lattuga, finocchi e una manciata di noci.

 INGREDIENTI:

300 gr.           piselli già lessati
100gr.            feta
1 cucchiaio    semi di sesamo
2 cucchiai      farina
1                   uovo
q.b                olio di semi

PREPARAZIONE: 

  1. Frullate i piselli al mixer e aggiungete l’uovo, la feta a pezzi, la farina, un po’ di sale e i semi di sesamo.
  2. Formate delle polpettine.
  3. Scaldate l’olio in una padella antiaderente e aggiungete le polpette.
  4. Cuocetele finché non saranno dorate su entrambi i lati.
  5. Scolatele su carta assorbente.
  6. Servitele calde o tiepide.

VOCABOLARIO GASTRONOMICO:

Feta                              Formaggio greco a pasta semidura di colore bianco e un po’ salato. Si trova facilmente in tutti i supermercati di Firenze.
Carta assorbente          E’ un tipo di carta che assorbe l’olio in eccesso. Si può usare anche lo scottex.

 BUON APPETITO!!!!

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BOCCONCINI DI SCAMORZA E PANCETTA

  (Livello da A1 +)

 Questo antipasto é fresco, gustoso e veloce. Si prepara in pochissimi minuti e vi farà fare bella figura con poco sforzo. Se non avete la scamorza potete usare in alternativa il caciocavallo. Potete servirlo con un prosecco di Valdobbiadene.

INGREDIENTI:

2                   scamorze fresche
150gr.            pancetta affumicata tagliata sottile
q.b                aceto balsamico
q.b                erba cipollina

PREPARAZIONE: 

  1. Tagliate la scamorza a bastoncini larghi più o meno 3 cm e lunghi 6 cm.
  2. Avvolgete ogni bastoncino con una fettina di pancetta e legateli con un filo di erba cipollina o, se non l’avete, con uno stuzzicadenti.
  3. Scaldate molto bene una padella antiaderente e unitevi i bastoncini di scamorza e pancetta.
  4. Cuoceteli a fiamma alta per non più di 2/3 minuti.
  5. Condite i bocconcini di pancetta con qualche goccia di aceto balsamico e serviteli subito.

VOCABOLARIO GASTRONOMICO:

Padella antiaderente     Pentola con un rivestimento particolare che impedisce al cibo di attaccarsi    al recipiente.
Cuocere a fiamma alta Cuocere il cibo sul fuoco mettendo la fiamma al massimo.

 BUON APPETITO!!!!

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Bilinguismo: due lingue, due mondi

Livello B1

In un mondo globalizzato, la capacità di parlare più lingue in modo pressoché perfetto è un enorme vantaggio e dovrebbe essere per quanto possibile agevolato e promosso a tutti i livelli. Tuttavia, questo spesso non accade e, a volte, medici ed docenti consigliano di non insegnare due lingue contemporaneamente ai bambini in età prescolare. Perché? Questi consigli derivano da ricerche condotte negli anni ’50 e ’60 e che ormai da anni sono state criticate perché metodologicamente sbagliate. Rimangono però alcuni pregiudizi nei confronti del bilinguismo. A molti genitori, ad esempio, viene detto che parlare due lingue ad un bambino molto piccolo, può portare delle interferenze a livello cognitivo e ritardare lo sviluppo intellettuale e i risultati scolastici. Non è certo sbagliato per quanto riguarda l’interferenza, che però rimane solo a livello linguistico ed è comunque da considerarsi un fenomeno positivo. L’interferenza costringe il cervello a risolvere conflitti interni, permettendo alla mente di rafforzare le proprie capacità cognitive, proprio come se il cervello fosse un muscolo che viene esercitato da un continuo esercizio. Molte ricerche suggeriscono inoltre che il bilinguismo equilibrato sviluppi capacità non direttamente collegate alla lingua ma collegate alle così dette “funzioni esecutive” del cervello, come mantenere la concentrazione in presenza di molteplici stimoli, passare in modo rapido ed efficace da un compito ad un altro e ricordare informazioni, ad esempio un percorso da fare in macchina. Ma parlare in modo perfetto due lingue porta anche altri vantaggi. Conoscere un linguaggio significa anche conoscere due culture, poiché in ogni idioma sono insiti i valori culturali e sociali di un gruppo etnico. Per questo, le persone bilingui sviluppano generalmente una maggiore apertura mentale e rispetto verso culture diverse da quella (o quelle) di appartenenza. Una qualità, questa, inestimabile, in un mondo in cui i contatti con altre culture, reali e virtuali, sono ormai diventati una componente fondamentale della vita di ogni individuo. Anche a livello scolastico, nonostante alcuni pregiudizi che ancora si ritrovano tra docenti, il bilinguismo può apportare notevoli vantaggi. Recenti ricerche sembrano dimostrare, ad esempio, che i bambini esposti fin dalla nascita a due lingue imparino a leggere prima degli altri. Questo perché l’esposizione a due lingue diverse gli permette di distinguere tra forma e significato, cosa che facilita il riconoscimento del sistema di corrispondenza tra lettere della lingua scritta e suoni della lingua parlata. Il bilinguismo equilibrato favorisce inoltre l’apprendimento di nuove lingue, grazie alla conoscenza intuitiva di strutture linguistiche diverse. Ma, e questa forse è la scoperta più incredibile, il bilinguismo porta vantaggi anche nell’anzianità: una ricerca recente infatti sembra dimostrare che le persone con un alto livello di bilinguismo sono più resistenti a malattie tipiche dell’età senile, come la demenza e l’alzheimer. Imparare bene le lingue quindi, non è solo un divertimento ma un fantastico investimento per la propria vita.

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PractiCAL: nel caldo abbraccio della Turchia

Livello B2

Il partenariato europeo PractCAL è giunto al suo secondo meeting a Cubuk, in Turchia.

I partecipanti sono arrivati all’hotel venerdì 22 e, dopo una notte di riposo, hanno iniziato le attività la mattina seguente.

Il primo giorno è stato dedicato ad attività culturali, per comprendere meglio la Turchia, la sua storia e la sua cultura. La mattina tutti hanno partecipato alla “Festa dei bambini” ad Ankara, una celebrazione nata nel 1929 e voluta da Ataturk per ricordare l’importanza dei bambini per il futuro di ogni nazione. La giornata è proseguita al Turkish Grand National Assembly, l’edificio dove si è tenuta la prima assemblea costituzionale  della Turchia, ora museo dedicato al grande statista turco Mustafa Kemal Ataturk, che ha trasformato la Turchia da impero a repubblica. Quindi, il gruppo è stato accompagnato alla visita della moschea di Ankara, al mausoleo di Ataturk e infine in un delizioso bazar, dove profumi e colori tipici della Turchia hanno deliziato tutti i membri del gruppo.

I giorni seguenti, tutti i partecipanti si sono cimentati nel certo non facile compito di apprendere la lingua turca, che, grazie agli ottimi insegnati Gamze e Bahar, è risultato divertente e interessante.

La difficoltà della lingua turca, una lingua che non ha radici non indoeuropee e che quindi è molto distante dagli idiomi di tutti i partecipanti, ha permesso agli insegnati-discenti di riflettere sulle difficoltà del proprio linguaggio, soprattutto quando viene insegnato a persone che parlano lingue molto distanti da quella insegnata.

Sono state sicuramente molto apprezzate anche le attività pratiche, dove i partecipanti sono stati “sguinzagliati” per il centro di Cubuk alla ricerca di oggetti e luoghi, con il solo ausilio della loro memoria (n.d.r. per quanto riguarda gli italiani non sempre eccezionale) e delle nozioni apprese nelle classi di lingua.

Le rappresentanze sono ritornate nei rispettivi paesi sabato 26, arricchite da una esperienza magnifica in un paese ricco di storia e di cultura.

Una menzione speciale non può mancare per il fantastico staff turco del Çubuk Ilçe Milli Egitim Müdürlügü, organizzato e perfetto in ogni dettaglio. Grazie a loro i partecipanti hanno fatto l’esperienza culturale più importante, potendo conoscere direttamente il calore umano e l’ospitalità turca. Un grazie a tutti da parte dello staff di Europass! E un arrivederci al prossimo meeting!

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Mai dire (solo) mai

Livello A1

Un esercizio utile per tutti. In italiano le espressioni per indicare la frequenza di un’azione:sempre, spesso, di solito, a volte, non…quasi mai, raramente, non…mai, sono molto importanti. Ed è importante anche la loro posizione dentro una frase (capito, spagnoli…).

Provate a rimettere in ordine queste frasi:

mangio/ a cena/ la pasta / spesso

alle sette/ a mezzanotte/ e mi addormento/ mi sveglio/ di solito

mai/ non/ superalcolici/ bevo/ quasi

con gli studenti/ mai/ mi arrabbio/ non

la musica pop/ ascolto/ raramente

film/ guardo/ alla televisione/ di fantascienza/ a volte

prima di/ un libro/ sempre/ dormire/ leggo

qui sotto, c’è la soluzione:

a cena mangio spesso la pasta

di solito mi addormento a mezzanotte e mi sveglio alle sette

non bevo quasi mai superalcolici

non mi arrabbio mai con gli studenti

ascolto raramente la musica pop

a volte guardo film di fantascienza

leggo sempre un libro prima di dormire

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Ancora “La Linea”

Livello A1-A2

Un’ altra divertente animazione che ha come protagonista “La Linea”.

Riuscite a mettere le frasi al posto giusto? Buon divertimento!

http://www.youtube.com/watch?v=8VWcqILJam4

  1. Aiuto, esco fuori dallo schermo!
  2. Vieni qui, vieni qui! Mi vuoi fare cadere un’altra volta?
  3. Ma insomma! Possibile che non funziona niente!
  4. Ahhh! Ma che scherzi sono questi? Ma cosa fai, eh?
  5. adesso vado a vedere che c’è sopra
  6. Ma possibile che non riesci a fare una linea per bene???
  7. ma che bella questa linea tutta diritta!
  8. Mi disegneresti la strada?
  9. ma cos’è? Una slitta per andare più veloce? Aspetta che ora ci provo!
  10. E adesso? Vai!, vai!
  11. Alla fine ci sei riuscito èh!
  12. Ma che ne sapevo io che c’era era un appartamento privato!
  13. Oh, ma cos’è questo, un bottone?
  14. Oh, ma che che fate? No, aiuto!
0,17
0,24
0,34
0,40
0,52
0,59
1,09
1,12
1,17
1,24
1,30
1,37
1,45
1,55
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Le attività dal 10/04 al 15/04

DATA ATTIVITA’
Martedì 10 Visita alla chiesa San Miniato al Monte
Martedì 10 Corso di Cucina “Easy Dinner”
Mercoledì 11 Visita a Palazzo Vecchio
Giovedì 12 Passeggiata guidata: “il Rinascimento fiorentino nel quartiere Oltrarno
Giovedì 12 Aperitivo
Sabato 14 Hiking in chianti
Domenica 15 Best of Tuscany: visita a Montepulciano, Pienza, Montalcino
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CARBONARA ALLA TRENTINA

 (Livello da A1 +)

 

Questo primo è facile e molto veloce. E’ una carbonara molto rivisitata che sostituisce il guanciale con lo speck, un salume tipico della regione Trentino Alto Adige, e aggiunge gli asparagi. E’ molto gustoso e perfetto da abbinare con un vino bianco secco come il Riesling che è un vino tedesco, ora prodotto ance in Alto Adige. Tutti gli ingredienti, compreso lo speck, si possono facilmente trovare nei supermercati a Firenze.

INGREDIENTI:

 

250               spaghetti

1 mazzetto     asparagi

50 gr             speck

1                   scalogno

q.b                vino bianco secco

4                   tuorli

5 cucchiai      panna

q.b                parmigiano grattugiato

20 gr             burro

                     sale e pepe

 

 

PREPARAZIONE:

 

  1. Pulite gli asparagi e tagliateli a pezzetti. Lessateli in acqua salata ma lasciateli un po’ duri.
  2. Mescolate i tuorli con la panna e con un 2 cucchiai di parmigiano.
  3. Tritate lo scalogno e fatelo dorare con il burro e poi lo speck tagliato a pezzetti. Spruzzate il vino e fate evaporare a fiamma alta.
  4. Cuocete la pasta ma lasciatela molto al dente. Scolatela e trasferitela in una padella larga e bassa.
  5. Unite il condimento di speck e anche gli asparagi e continuate la cottura aggiungendo un po’ dell’acqua della pasta.
  6. Quando la pasta si sarà ben insaporita, spegnete il fuoco e aggiungete la crema di panna e tuorli. Completate con una macinata di pepe e servite.

 BUON APPETITO!!!!

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MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI?

Livello C1

Moglie e buoi dei paesi tuoi è un famoso proverbio italiano. Cosa vuol dire? Che è meglio sposarsi con una persona, o acquistare cose, del tuo paese. Ma sarà vero?

Viviamo in un mondo in cui la xenofobia e la paura dell’altro diventano sempre più radicali, basta aprire un giornale per capirlo. Alcuni mesi fa, proprio a Firenze, un assassino ha ucciso in mezzo ad un mercato svariate persone solo perché non erano italiane. Recentemente, in Francia, un’altra strage per motivi etnici e religiosi.

Ho già parlato della errata ipotesi che la xenofobia sia connaturata negli esseri umani in quanto necessaria per la difesa del territorio nel mio articolo “xenofobi per natura?”.

In questo articolo, vorrei parlare di un’altra teoria, spesso usata da gruppi estremisti, per giustificare sentimenti xenofobi.

Questa teoria, suppone che l’etnocentrismo sia un istinto utile a dare un vantaggio selettivo nella competizione per la trasmissione dei propri geni. In comunità ristrette (che sono state le forme tipiche della socialità umana per gran parte della sua storia), favorire individui simili a se significava, statisticamente parlando, favorire individui con cui era possibile avere una parte di geni in comune; era perciò un modo indiretto per avere maggiori possibilità di tramandare una parte dei propri geni. Nelle moderne società, nonostante questa modalità di scelta abbia perso ogni significato, può comunque essere rimasta sotto forma di istinto atavico. Le forme di pregiudizio e l’aggressività verso l’ “altro” possono quindi trovare una spiegazione nel fatto che ogni individuo, inconsciamente, possa percepire sentimenti di ostilità verso persone fenotipicamente diverse da lui. La logica di tale ragionamento è però in contrasto con i problemi derivanti dall’imbreeding e, se portata fino al suo significato limite, porterebbe all’unione tra individui il più possibile simili tra loro e quindi potenzialmente consanguinei.

E’ ormai ampiamente dimostrato che, al contrario, la lontananza genetica dei genitori limita il rischio di malattie genetiche nei figli. Questo perché, nel DNA umano, possono esserci dei geni dannosi che si manifestano solo quando sono presenti in entrambi i genitori. Se i genitori provengono da popolazioni molto lontane, il rischio di trovare gli stessi geni dannosi nel loro DNA è praticamente nullo. Un esempio contrario è il fenomeno, in passato reale, dello “scemo del villaggio”. In una comunità ristretta, dove i matrimoni avvenivano tra membri di un piccolo gruppo, era più facile incorrere in malattie genetiche in quanto era più facile trovare lo stesso gene dannoso in entrambi i genitori. Tale criterio di scelta, “moglie dei paesi tuoi”, perciò, non è un vantaggio, bensì un enorme svantaggio selettivo.

L’odio per persone fisicamente diverse da noi quindi, non è un istinto primordiale che non può essere cancellato. E’ appreso, tramandato attraverso la cultura, il pregiudizio e l’ignoranza.

Ecco cosa scrive Chiarelli, antropologo dell’università di Firenze di fama mondiale, a tal proposito:

“D’altra parte i bambini, nella loro interazione sociale non riconoscono nel colore della pelle o in altre caratteristiche fisiche barriere antitetiche nel rapporto ludico. Il colore della pelle o quello dei capelli o la forma degli occhi poi non costituiscono barriera nell’apprezzamento e nella scelta sessuale, anzi l’eteromorfia e non l’omomorfia per questi caratteri è di norma preferita nella ricerca del partner [...] Il razzismo pertanto, nell’accezione che viene normalmente utilizzata, è un fatto prettamente culturale [...].

I nostri figli, quindi, non discriminano tra persone fisicamente diverse (ma poi, cosa vuol dire “diverse”. Ad esempio, è più diverso da noi un norvegese o un marocchino?). Siamo noi ad insegnarglielo, a trasmettere i nostri pregiudizi, le nostre paure e, a volte, il nostro odio.

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